“Soil” – Atsushi Kaneko

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Nella tranquilla città di Soil, scompare misteriosamente una famiglia. Assieme a questo inspiegabile fatto, la popolazione viene assediata da eventi sempre più strani e tutti cominciano a brancolare nel buio…

I fiori che troviamo a Soil, sono la facciata di un mondo perbenista che viene raccontato nel suo tracollo, destabilizzato nell’ equilibrio sociale. Atsushi Kaneko toglie ogni certezza; ci catapulta con uno stile delirante e originale, in una spirale di eventi alimentati da misteri senza sbocchi. Sembra inevitabile un paragone con l’ immaginario di David Lynch. SOIL ci dice che “in ogni anima esiste un mondo differente”; mostra le crepe del confine dimensionale tra l’individuo e la sua proiezione esistenziale.
E’ un ottimo lavoro di un autore maturo e interessante, che compone le sue opere senza collaboratori. Ne sentiremo sicuramente parlare in futuro.

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